03/04/2009

Modica

Nuova vita a Milano per i cani di Modica

Giovedì sbarcano a Linate 14 dei senzatetto scampati all'abbattimento deciso dopo l'aggressione di un bimbo

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Due dei cuccioli di Modica che troveranno una nuova vita a Milano (foto Oipa)
MILANO - Avrebbero potuto finire i loro giorni con un proiettile in corpo, riversi sulla strada o sulla spiaggia del lungomare, prima di essere raccolti e portati in un centro specializzato per il loro incenerimento. Invece, dopo lo stop agli abbattimenti deciso dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, quattordici cani che facevano parte della pattuglia dei randagi di Modica, balzati tristemente agli onori delle cronache dopo l'aggressione e l'uccisione, da parte di altri randagi, di un bambino di dieci anni, cercheranno una nuova vita a Milano e dintorni.
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Due cuccioli recuperati tra la spazzatura (foto Oipa)
NUOVE FAMIGLIE - Arriveranno giovedì in tarda mattinata all'aeroporto di Linate: alcuni di loro hanno già una destinazione, essendo stati adottati a distanza; per chi invece ancora una nuova casa (e in alcuni casi una prima casa) non ce l'ha, si apriranno i cancelli di un canile nei pressi dello scalo aeroportuale dove potranno essere visitati assieme agli altri trovatelli che già vi risiedono da eventuali famiglie desiderose di accogliere un cane nella propria casa.
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Jerry, cane simbolo dei randagi siciliani (foto Oipa
JERRY AND CO. - I cani (4 adulti e 10 cuccioli) arriveranno nel capoluogo lombardo accompagnati da Valentina Raffa, la responsabile della sezione di Ragusa dell'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali), che sul territorio ragusano è praticamente l'unica a prodigarsi per far fronte a innumerevoli emergenze. Tra i quattrozampe che sbarcheranno a Milano ci sono anche Jerry, diventato il simbolo dei randagi: Flipper, un cane che arriva con un'infezione ad una zampa, 4 cuccioli piccoli (futura taglia medio e piccola) e 2 cuccioli tipo pastore tedesco. Una parte dei cani, tra cui quattro cuccioli di taglia piccola e una cagnetta di sette kg - arriveranno con volo cargo.

 

 

da: http://www.corriere.it/animali/09_aprile_01/cani_modica_a...

24/11/2008

E li chiamano cani pericolosi...

ROTTWEILER HA “DIAGNOSTICATO” PRECOCEMENTE UNA NEOPLASIA AL SUO PROPRIETARIO SALVANDOGLI LA VITA


In Italia è annoverato tra le “specie” pericolose; in Gran Bretagna, invece, un rottweiler ha salvato la vita al suo proprietario. E’ già da un pò di tempo che la medicina ha iniziato a considerare il fiuto dei cani come strumento diagnostico delle neoplasie; efficace anche laddove le analisi abbiano dato un primo esito negativo. La storia di Beamish, un quattrozampe inglese, sembra confermare tali ipotesi. Il proprietario del cane, uomo residente nell’Oxfordshire, da quindici anni aveva un grosso neo sul torace cui non aveva mai prestato attenzione finché il suo rottweiler non ha iniziato a leccarlo e annusarlo insistentemente, inducendo l’uomo ad avvicinare il braccio alla zona della macchia scura. Insospettito dal comportamento del suo cane, l’uomo si è rivolto a uno specialista che gli ha diagnosticato un melanoma, prontamente rimosso. Se l’uomo gode adesso di buona salute, deve ringraziare anche il suo rottweiler. (21 novembre)

01/10/2008

SRI LANKA

Primo concorso per cani non di razza

Niente barboncini, setter o altri esemplari di razza. A Colombo, in Sri Lanka, si è svolto il primo concorso per cani non di razza. Questo "bastardino" ha vinto una medaglia per il "miglior comportamento" durante il concorso.

cane

23/09/2008

Cani e addestramento

Gb, Cane 'Fiuta-Diabete' Salva Bimbo Da Attacco Ipoglicemia

Roma, 15 set. (Adnkronos Salute) - Due occhi dolci, un muso impiccione, ma soprattutto un fiuto fuori dal normale. Bianca, un cane di razza labrador retriever e di colore nero, non è un semplice animale da compagnia: può infatti salvare la vita del suo padroncino Noah in ogni momento. Semplicemente annusandolo e captando in anticipo l'arrivo di un attacco di ipoglicemia dovuto a una grave forma di diabete di tipo 1.

E una notte di qualche settimana fa, ha salvato il piccolo dal pericolo di morte dovuto proprio all'abbassamento forte e improvviso degli zuccheri nel sangue. Nel buio - riporta il tabloid britannico 'Daily Mail' - Bianca, come fanno molti cani durante l'oscurità, si aggirava attorno al letto di Noah, annusandolo. E il suo naso le ha subito suggerito che qualcosa non andava. Il quattro zampe ha svegliato i genitori, Samantha e Keith Brown, marito e moglie di Sidcup, nel Kent (Gb), che si sono accorti della situazione e hanno immediatamente somministrato al piccolo di quattro anni un gel zuccherino che entra velocemente in circolo combattendo l'ipoglicemia.

Ma la strada per arrivare all'adozione di Bianca non è stata semplice per la famiglia Brown: Sam aveva letto che in Australia i cani vengono utilizzati come 'fiuta-diabete', ma in Inghilterra esiste solo un'organizzazione che li addestra a captare i sintomi del cancro. La donna è riuscita ugualmente a ottenere il nome di un'addestratrice, Claire Guest, con esperienze in questo tipo di training. Dopo aver ottenuto il labrador da un'associazione di persone cieche, Sam ha affidato il cane a Claire per l'addestramento, che ancora oggi va avanti. "Bianca fiuta molti attacchi ipoglicemici, ma non ancora tutti - dice la mamma di Noah - eppure siamo molto speranzosi. Già ci sta offrendo la possibilità di dormire durante la notte, senza doverci alzare per misurare ogni poche ore la glicemia di nostro figlio".

16/07/2008

Il caso

Il cane in visita al padrone detenuto

Da mesi Lola, un boxer di 11 anni, è malata di nostalgia e solitudine. Non riesce a sopportare l'allontanamento dal padrone, chiuso nel carcere delle Sughere. Per questo il veterinario ha chiesto e ottenuto che il cane, malato di depressione, incontrasse il suo amico
di Lara Loreti
LIVORNO. Soffriva Lola, soffriva terribilmente senza il suo padrone. Troppi mesi senza vederlo, lei abituata a stare sempre con lui. Col suo pelo marroncino e gli occhioni neri, la boxer di 11 anni, era distrutta dalla nostalgia: D.M., 41 anni, da gennaio è detenuto nel carcere delle Sughere di Livorno. E la cagnetta era depressa. Non mangiava più, era triste. Finché, ieri mattina ha rivisto dopo mesi il suo padrone in carcere. A richiedere l'incontro per il bene del cane, è stato lo stesso veterinario: all'inizio dell'anno, subito dopo le prime settimane di distacco, Lola diventava sempre più triste e inconsolabile. E così lo specialista le ha diagnosticato una depressione dovuta alla nostalgia del suo padrone: l'unico modo per consolare la cagnetta era portarla da lui e farle trascorrere un po' di tempo insieme al suo amico. E infatti, l'analisi del veterinario s'è rivelata azzeccata. Già in primavera c'era stato un primo "dialogo" che però non era stato risolutivo. Ieri invece, quando alle 9.30, nell'area verde delle Sughere, Lola ha visto il suo padrone, ha iniziato a correre all'impazzata fino a saltargli addosso. Lui s'è sdraiato per terra e lei, che non stava in sé dalla gioia, gli faceva le feste leccandolo e accarezzandolo.


«Ci voleva la cinepresa! - esclama la mamma del detenuto, che era presente all'incontro insieme a un altro parente - Sembravano babbo e figliola: lei abbaiava entusiasta mentre lui aveva le lacrime agli occhi». I due si sono coccolati, «quasi parlavano!». Si guardavano affettuosamente e per un'ora la triste Lola ha ritrovato la gioia. Il tutto sotto lo sguardo attento degli agenti di polizia penitenziaria che assistevano contenti all'evento. Quello tra Lola e il detenuto è stato un vero e proprio colloquio, durato un'ora, come da regolamento, e avvenuto nel giardino del carcere anziché nelle stanze interne, proprio per dar modo all'animale di avere più spazio a disposizione per esprimere al meglio tutto il suo entusiasmo. Un incontro incoraggiato dalla stessa direttrice del carcere, che non ha esitato ad autorizzare la visita. Un rapporto speciale quello tra Lola e il quarantunenne. Da quando è nata, lei è sempre stata a casa all'Ardenza ed è quindi considerata "una di famiglia". Per 11 anni è stata sempre insieme al suo padrone, proprio per questo il distacco è parso insopportabile alla cagnetta.

«Era giù, si sentiva abbandonata - racconta il cugino del detenuto - Lola è affettuosa, buona e supervivace, nonostante l'età, le manca solo la parola. Ma da quando lui è in carcere, stava male, si vedeva che soffriva. Disappetenza, sguardo spento, era un altro cane». Una nostalgia che ha colpito anche il padrone, che in ogni lettera dal carcere alla famiglia non manca di mandare un saluto speciale alla sua cagnetta. «Non c'è una volta che non mi chieda di lei - dice la madre del detenuto - "Stringimi Lola, baciami Lola, dille che m'aspetti, che non l'ho abbandonata". Quando leggo quelle parole così tenere mi viene da piangere...». Ma non c'è dubbio, Lola aspetterà.

11/07/2008

EMERGENZA AUTOSTRADA




Se vedi un cane in AUTOSTRADA chiama questo numero!!
ATTENZIONE: se non sei in autostrada chiama i vigili o il 112!!

23/05/2008

CANIFICI

Cuccioli in negozio, fanno tenerezza ma...

Quando comprate un cane in un negozio sappiate che, oltre ad essere il piu' delle volte truffati, contribuite all' orrore degli allevamenti intensivi. Cani allevati come polli in batteria, fattrici fatte riprodurre ad ogni calore senza soste, alimentazione di scarsissima qualita' e scarti di ogni genere, nessuna norma igienica, nessun controllo sanitario, nessuna selezione per le malattie genetiche. Nessuna possibilita' di movimento. Le fattrici nella maggior parte dei casi muoiono esauste di parto, di malattie, oppure vengono eliminate nel mometo in cui diventano inutili, non riuscendo piu' a riprodurre. Un cucciolo comprato in un negozio o in un allevamento multirazza spesso ha solo le sembianze della razza a cui appartiene perche' non viene seguito alcun criterio di selezione, ne fisica, ne tantomeno caratteriale. I riproduttori sono nella maggior parte dei casi affetti da tare genetiche, difetti fisici e malattie. I cuccioli arrivano in Italia dopo lunghi ed estenuanti viaggi, molti di loro arrivano morti, ma per i commercianti non e' una gran perdita poiche' il prezzo all'origine e' bassissimo, mentre i margini di guadagno sono molto alti. Hanno immancabilmente problemi di carattere, dovuti ai traumi subiti ed alla mancanza di un buon imprinting ed inoltre sono sempre portati via troppo presto dalla madre, prima ancora di essere completamente svezzati per arrivare in "vetrina" piu' teneri e bisognosi di affetto. Il problema dei cuccioli importati spesso causa anche la ricomparsa di malattie ormai scomparse nel nostro paese.

Guardate queste foto e sappiate che i "cagnari" e gli allevamenti di questo tipo ci sono anche in Italia, oltre ai commercianti che importano cuccioli in massa da queste "fabbriche del cucciolo" dell'est europeo. In queste foto potete vedere alcune delle razze piu' richieste e commerciabili, come Barboncini, Chihuahua, Yorkshire, Westy, ma nessuna razza e' risparmiata da queste filiere di produzione e, sopratutto negli allevamenti "multirazza", si possono trovare o ordinare cuccioli di qualsiasi tipo.

 

 

 

 

Ringrazio per la concessione delle foto la Sig.ra Lenka Roznětínská / Many Thanks to Mrs. Lenka Roznětínská for pictures.

09/04/2008

5 per 1000


34623adcd7c23593633635fe3c6579f0.jpgAncora oggi sono 900 mila gli animali trucidati nei laboratori italiani ogni anno, e questa cifra non e' in diminuzione, anzi, proprio nella "ricerca di base", che e' dove vanno a finire i soldi del 5 per mille, il numero di animali usati e' in costante e rilevante aumento.
Per far cambiare metodo a queste istituzioni, l'unico modo e' quello di far arrivare loro meno soldi da usare per comprare animali da tenere in gabbia, far ammalare di malattie artificiali, lasciar soffrire in solitudine per mesi, e poi ammazzare.
L'anno scorso sono stati MILIONI di euro quelli che sono finiti nelle casse di associazioni "per la ricerca" che finanziano la vivisezione. Vogliamo lasciargli fare il bis quest'anno? No, vero?
Allora, cerchiamo di informare il piu' possibile la gente, dir loro di non dare il 5 per mille a queste associazioni, ma nemmeno di mettere solo la scelta del settore (sanita', ricerca, volontariato), perche' qualsiasi sia il settore scelto, una buona fetta di soldi va sempre a queste associazioni, perche' sono ai primi posti in classifica in tutti e 3 i settori!

10/03/2008

Lillo "Moratti"

NELLA NOTTE deL Centenario

Lillo, il cane dei Moratti,
mette in fuga il ladro

Il malvivente spaventato dall'abbaiare dell'amico a quattrozampe del figlio del presidente

 

Lillo, il meticcio dei Moratti
MILANO - Non ce l'hanno fatta i ladri a rovinare la festa al presidente dell'Inter. Grazie a Lillo, il cane meticcio di Giovanni Moratti, 23 anni, detto Gigio, figlio del patron nerazzurro. Il tentato furto in casa del presidente mentre in città si festeggiava il centenario della squadra. Intorno alla mezzanotte scorsa un uomo, in base a quanto riferito alla Questura di Milano,avrebbe tentato di forzare una finestra dell’abitazione milanese della famiglia. Insospettito per l’abbaiare del proprio cane, Giovanni Moratti, che era solo in casa, si è avvicinato alla finestra, e a quel punto l’uomo è fuggito. Lillo, preso in un ospizio è, ben presto, entrato nel cuore della famiglia del presidente, anche quella allargata: la squadra. Infatti è già stato protagonista della foto ricordo per i cento anni. Lillo è, insieme ai Moratti, in prima fila con rigorosa sciarpa interista. Nino Luca (Corriere della Sera)
09 marzo 2008

05/03/2008

Un video incastra un marine in Iraq

IL SOLDATO potrebbe FINIRE di fronte alla corte marziale

Un video incastra un marine in Iraq:
lancia per gioco un cane in un burrone

Il giovane, in tenuta da combattimento, tiene il cucciolo per il collo prima di scagliarlo nel vuoto.

LONDRA - Sedici agghiaccianti secondi postati su Youtube potrebbero costare la corte marziale a un giovane marine americano di stanza in Iraq, immortalato mentre scaglia un cucciolo di cane di circa 8 settimane in un burrone, ridendo poi soddisfatto insieme a un altro soldato subito dopo la tremenda bravata. Nel video si vede il ragazzo, in tenuta da combattimento e con la mostrina US Marine in bella evidenza, che tiene il terrorizzato cagnolino per la collottola e gli sussurra “cute little puppy” (“cucciolo carino”), mentre il compagno a fianco ripete la frase scimmiottando la voce di un bambino.

IL LANCIO NEL BURRONE - All’improvviso, il soldato americano solleva l’animale oltre la testa e lo tira nel burrone che ha davanti, mentre una voce fuori campo mormora un assai poco convinto “that’s mean” (“che cattivo”). Il filmato, già visto più di 8000 volte su Youtube, si conclude con i terribili guaiti del cucciolo che sbatte contro le rocce e cade sul fondo del dirupo. Gli scioccanti fotogrammi sono ora all’esame delle autorità militari e se l’autenticità del video verrà confermata (qualcuno ipotizza possa trattarsi di un falso), il soldato rischia di finire davanti alla corte marziale.

«COMPORTAMENTO INTOLLERABILE» - «Questo tipo di comportamento è intollerabile – ha detto il portavoce dei Marines, maggiore Chris Perrine, in una dichiarazione, ripresa anche dal “Daily Mail” – e prenderemo i necessari provvedimenti. Il video è scioccante e deplorevole e in contrasto con gli elevati standard comportamentali che ci aspettiamo da un marine. In passato, ci sono state numerose storie di marines che hanno portato via dall’Iraq cani sfortunati e abbandonati o che hanno aiutato a trovare medicine per i bambini malati. Sono queste le storie che onorano il nostro corpo e gli Stati Uniti». Quanto alle generalità del soldato coinvolto, le autorità americane pensano si tratti di un 22enne caporale tornato alla base dei Marine nelle isole Havaii in ottobre.

LE REAZIONI - Com’era logico attendersi, il vergognoso gesto ha scatenato la durissima reazione degli animalisti. «L’atto in sé è atroce – ha detto Kawehi Yim, portavoce dell’American Humane Society che si batte per i diritti dei bambini e degli animali – e vedere questo totale disprezzo per la vita è davvero preoccupante. In poche ore, abbiamo ricevuto valanghe di mail e di telefonate da parte di persone sconvolte prima di tutto da quello che avevano visto e poi dal fatto che non ci fosse un minimo accenno di rimorso nel giovane soldato».

Simona Marchetti (corriere della sera)
05 marzo 2008